martedì, gennaio 23, 2007

CARNET 145 - 8 is better than 7

Carnet voleva bene a Winnie. Era la figura nonnerna che ogni bimbo vorrebbe, che ogni adolescente sogna di avere vicino, che ogni adulto rimpiange di non avere avuto. Anche Winnie voleva bene a Carne anche se spesso aveva dovuto dissimulare l'affetto che provava per lui non solo perchè il suo ruolo non glielo permetteva ma soprattutto per non ingelosire Carnet. I due gemelli erano le due facce di una stessa medaglia, l'una opposto dell'altra. Il pre diletto era anche il pre destinato, il post diletto era solo il destinato, destinato ad una vita oziosa, densa di irresponsabilità; Carnet non aveva mai tremato nè esultato, nè assaporato il sapore della paura o della gioia, l'adrenalina non aveva mai scorso a fiumi nelle sue vene. Dal canto suo Carne troppo spesso agiva senza pensare ma il ragazzo - come più di una volta aveva detto Colui - aveva culo, riusciva a cavarsela anche nelle situazioni disperate. Ogni volta che Carne era convinto di essere nella merda proprio in quei momenti succedeva qualcosa che lo toglieva dai pasticci. C'era un disegno misterioso in tutto ciò, ma solo ora Winnie ne stava comprendendo la complessità. Capì che era giunto il momento di cedere una parte dei suoi privilegi, che durante i secoli aveva accumulato dopo la nomina a Guardiano della Porta e dopo la decapitazione dei resti di Cromwell, proprio a Carne, nominandolo Alfiere del Mondo di Sopra.

Winnie intuiva che Carne difficilmente avrebbe rinunciato all'immagine di Winnie/chaffeur per sostituirla con quella di Winnie/Maestro. Ci voleva un effetto speciale per convincerlo.

Non ce ne fu bisogno. Una scossa, improvvisa e violenta quanto un fulmine a ciel sereno, fece tremare tutta l'isola sebbene gran parte di essa fosse immersa nelle sabbie mobili di MSM. Una delle spesse pareti di sterco sedimentato della grande grotta crollò e la luce abbagliante entrò incontrastata insieme alla prua di una strana nave, fatta di rocce di basalto. L'eco dell'urto si propagò lungo i canali fecali, rimbalzò contro le loro pareti... piano piano si attenuò finchè tutto fu silenzio. Fu proprio durante i primi attimi di silenzio tutti credettero di sentire una molteplicità di sussurri, un misto di panico e di flebili richieste di aiuto.

Un colonnato di rocce basaltiche cadde e si dispose orizzontalmente sulla spiaggia di cipree. In questa nuova posizione le colonne esagonali formarono una scala che permise a Isa di scendere agevolmente dalla nave di pietra.
"Un fetore insopportabile! Come fate a rimanere qui?" chiese Madame di Culo mentre si copriva bocca e naso con la sua coperta di alpaca.

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

"Action senza fine"
- The Wednesday Enquirer

gennaio 26, 2007  

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