giovedì, gennaio 25, 2007

CARNET 150

Lady Cophetua era in agitazione. Non riusciva a capire perchè Carme/Carmen non si era ancora fatta viva e non sapeva come fare a trattenere Pandemonium. Forse Shally avrebbe potuto sacrificarsi ancora una volta anche se c'era del disinteresse verso il suo continuo morire, ormai ci avevano fatto il callo. L'aveva detto, andavano fermati altrimenti tutto sarebbe andato a puttane. E pensare che il piano era suo ma anche un piano perfetto ha sempre almeno una falla. Forse la sua visita in quella piccola villa dello Yorkshire era stata un errore, anche la scusa dell'ingrediente per la Salsa non era gran che... L'ansia si abbatteva su di lei con grandi ondate.

A proposito di ondate il tempo sull'isola stava peggiorando, le nuvole minacciose stavano scaricando fiumi d'acqua sul suolo stercoso di Shitland, rendendolo viscido come era stato originariamente, i canali interni si stavano gonfiando, il liquame stava per sommergere la spiaggia di cipree mentre il necator, in un ultimo sussulto, vomitò: avere inghiottito Punjab e Madame Shalikan aveva richiesto uno sforzo immane e il suo cuore non aveva resistito. Punjab si scrollò come un labrador appena uscito dal mare e migliaia di piccole gocce di acidi gastrici ammorbarono l'aria già fetida per conto proprio.

L'irritazione di Isa stava aumentando a dismisura. Lei non era abituata a chiedere ma, vista la situazione lo fece una terza volta:
"Non mi sento bene. Cosa ne direste se ci accomodassimo fuori di qui?"
Finalmente, grazie al tono cortese, la sua richiesta fu ascoltata.

3 Comments:

Anonymous da Repubblica said...

Carne di Culo
"Personaggi credibilissimi e personaggi scolpiti nella memoria in un terrore che sfida il tempo"
- Tabitha Brooks

gennaio 26, 2007  
Anonymous Il Corriere della Sera said...

"Ossessioni scolpiti nella memoria e passioni perfettamente cesellati in un terrore magistralmente costruito, che schiude al lettore le porte del mistero e dell'ignoto annidati ai confini della realta'"

gennaio 26, 2007  
Anonymous alfiere della pera said...

Orecchioni scalfiti nella filaria e pressioni perdutamente cimentate in un terrone mestamente costretto, che schiude al lettone le parti del mestruo e dell'ignavia annodate ai confusi della verità

gennaio 28, 2007  

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