mercoledì, gennaio 10, 2007

CARNET110 - crossing over

Il natale cinese era finito, con un brusco calo nella produzione di merda, che era stata praticamente svenduta sui mercati occidentali arricchendo solo pochi mafiosi cinesi già ricchissimi. Inoltre, i governi occidentali innalzarono una barriera protezionistica, imponendo un dazio sulla merda cinese. Numerosi organismi di certificazione dichiararono la non conformità della merda cinese agli standard occidentali.
In breve, si rese evidente che anche la crisi della merda era un’azione pilotata da una cordata di finanzieri.
Il risultato fu che la merda occidentale aveva adesso un’impennata nelle borse. Dal culo dei bianchi puliti e ricchi usciva una merda top, e una nuova era di ricchezza sembrava prospettarsi all’orizzonte, anche se, come al solito, appena il business della merda si fosse di nuovo imposto tra i mercati in ascesa, lo avrebbero fatto nuovamente precipitare.
Comunque era successo che Flack, dopo aver ricevuto da parte di Carne l’ordine di vendere tutto, non trovando acquirenti, ed essendo completamente coglione, aveva comprato tutte le azioni di tasca sua. Adesso le azioni della Western Merdner raddoppiavano di ora in ora.
“Pronto, Biserni...ehm...Carne? Sono Flack, nome in codice Vimercati”
“Cosa vuoi?”
“Sei ricco, Carne: Molto molto ricco.”
“Mi devo essere perso qualcosa” disse Carne.
Flack gli spiegò di aver comprato le azioni invendibili ad un prezzo da fame. Adesso valevano milioni di dollari, che comunque, anche se valgono meno, fanno sempre più effetto di “milioni di euro”.
“Allora SEI ricco” disse Carne.
“Eh, no, mi dispiace. Il Maggiore Myrddin non ci avrà insegnato un cazzo, ma roba di questo genere per lui sono bazzecole. Ridammi i 1200 euro, che è il prezzo a cui ho comprato le azioni e tieniti i restanti mmm... ecento milioni che restano. Li ho già versati sul tuo conto criptato in Bangla Desh. Nome in codice: Pregliasco. Ciao, Buona fortuna”.


Nella villotta dello Yorkshire il camino scoppiettava lento.

“Che inizio anno noioso...” disse Colui giocando a backgammon sul tappeto.
Grande Merda era sprofondato nella poltrona, immerso nella lettura di”Essere e tempo” di Martin Heidegger. Indossava una vestaglia di broccato leggero e pantofole di marocchino, all'insegna di uno stile «naturale, leggero e disimpegnato» La scelta di tessuti raffinati, l'abbinamento di materiali diversi e il crossdressing libero e disinibito ma senza mai indulgere alla trascuratezza, rivelavano la massima libertà di accostamenti di Grande Merda, per dare spazio all'espressione di una individualità senza limiti.
“C’è sempre Carne, con le sue peripezie...” rispose.
“Già... Carne. Con tanti soldi, l’isola Sealand in vista, la ragazza, e un sacco di libero arbitrio... adesso vedremo davvero come se la cava..." disse Colui un po' distratto.
“ Ma c’è sempre quel pirata...Il principe Paddy Roy Bates, con quella testa di cazzo del figlio... e poi - aggiunse grande Merda con un sorrisetto sarcastico - ci sono le indicazioni”.
“Già ... che inizio anno noioso”.

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