sabato, gennaio 13, 2007

CARNET 116 - The song remains the same

A questo punto i lettori, sempre ammesso che ve ne siano, si chiederanno cha cosa stia succedendo a Carne. Quali oscure vicende stia attraversando e che cosa si profili al suo orizzonte. Lo abbiamo lasciato in viaggio, con forti disponibilità economiche e deciso a comprare un'isola, di cui ci siamo peritati di fornire tutte le indicazioni. Qualcuno ipotizza tuttavia che Sealand sia un po' peggiore di come la descrive il National Geographics.
Dicevamo, dunque, che i lettori, sempre ammesso che ve ne siano, saranno ansiosi di sapere come si evolve la vicenda del nostro eroe, ed avranno indubbiamente percepito questa ultima lenta digressione su altri personaggi come una inutile perdita di tempo. In particolare, avranno trovato assolutamente insensata la visita di Lady Cophetua ai due signori nello Yorkshire, e forse divertente - ma non certo pertinente - l'intrattenimento che si è riservato Carnet con una delle fantesche. Ma l'arte imita la vita, e anche nella vita, di quando in quando, accadono cose che sembrano non avere pertinenza con ciò che stiamo facendo. In genere le chiamiamo "rotture di coglioni", e come ogni sfaccettatura della nostra vita, anche questo romanzo non ne è scevro. Tuttavia, occorre dire che tutto, ma proprio tutto, nella vicenda che stiamo attraversando, ha una sua precisa ragion d'essere. Infatti, non sarà sfuggito ai lettori più accorti, sempre ammesso che ve ne siano, che la richiesta di Lady Cophetua impone comunque nuovamente la crisi dialettica sul libero arbitrio che attraversa tutto il racconto. Analogamente, l'affermazione maschile di Carnet, commista ad una certa lascivia e ad un inequivocabile edonismo epicureo, riporta al dubbio sulla doppia identità di Carne, e taluni paventano che l'ultima vicenda nelle cucine di casa De Culo abbia come protagonista Carne stesso, accreditando la tesi della schizofrenia.
La debosciata convivenza dei due presunti registi della vicenda, che sta per sfociare in un rapporto apertamente omosessuale, simboleggia l'imminente fusione delle due figure paterne che i due anziani rappresentano: il padre un po' assente, ma comunque logico e giusto, anche se fondamentalmente disinteressato, e il padre competitivo edipicamente invidioso del pene (e del culo) del figlio e per questo costantemente disposto ad imporgli difficoltà e punizioni, non già per forgiarlo, ma proprio per indurlo alla completa sfiducia in se stesso.
Con questo fardello di contingenze, al quale non possiamo tralasciare di aggiungere la presenza di una madre troia, Carne viaggia verso il suo destino, o quello che lui ritiene il suo destino.
Ma torniamo alla vicenda. A ciò che accadde al nostro eroe. Usci insieme a Kate prima degli altri dai grandi cubi dell'aeroporto di Stansted, mimetizzati in mezzo alle folle dei viaggi lowcost. Dopo poco più di un'ora arrivarono a Felixstowe per compiere un'azione d'impulso: l'acquisto del Principato di Sealand. Partirono immediatamente, viaggiando a folle velocità per una scura landa desolata, con alte scogliere a picco sul mare. Un cielo plumbeo, un temporale imminente. La Jaguar di Carne, un luminoso puntino bianco in un panorama color merda. La radio trasmetteva "the song remains the same" dei Led Zeppelin.

Squillò il telefono.
"Pronto, Biserni?"
"Sei tu Flack?"
"Massì, fanculo i nomi in codice, fanculo tutto"
"Che c'è?"
"Carne, volevo dire... non avrai creduto a quella storia delle azioni, spero..."
"Cosa stai cercando di dirmi?"
"Che ti ho fatto uno scherzo..."
"Cazzo" disse Carne
"Che c'è?"
"Ieri ho comprato un'isola"
"Beh, allora... niente di nuovo..."
"in che senso?"
"Sei nella merda."

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