mercoledì, dicembre 27, 2006

CARNET DE CULO Chapter 7 - In pursuit

Leeds. Il luogo dove la ricerca del Pavone, pardon, del Peacock, doveva finire. O doveva cominciare. L'Airbus A-330 proveniente da Amsterdam atterrò al Leeds Bradford senza problemi. Le ruote accarezzarono il cemento della pista appena coperto da uno strato di leggero nevischio, l'aereo rallentò, invertì la marcia e si diresse verso il terminal della KLM. Un tapis roulant lo trasportò, senza alcuno sforzo, attraverso il tunnel fino alle scale mobili e agli ascensori verso il ritiro bagagli e al controllo passaporti, un percorso di pochi minuti che gli fece subito capire che non sarebbe stato facile trovare il bandolo della matassa. Già, perchè le pareti lungo il percorso verso l'uscita, come succede in tutti gli aeroporti, erano piene di pubblicità: Peacock & Jones, Peacock and Smithson, Peacock & Mc Carthy, Peacock & Lea, Peacock & Jackson... Peacock dappertutto! Alberghi, supermercati, consulenti finanziari, una banca, un produttore di ombrelli... Peacock dappertutto! Non sarebbe stato facile trovare il Peacock giusto. Era pronto a scegliere l'Airlink757, il pullman per il centro città, ma all'ultimo minuto, pensando che un'auto avrebbe potuto essergli utile, scelse una Ford Ka all'autonoleggio low cost e la prenotò per 3 giorni. Pagò le 63,81 sterline richieste e partì verso il Peacock & Turner Hotel nel centro di Leeds. Una volta sistemato scese nella hall e chiese ad un impiegato di potere parlare con il direttore. Pochi minuti più tardi entrò in un piccolo ufficio, una vera bomboniera, accogliente, illuminato con sapienza, legno e tappezzerie vittoriane, appliques di fine ottocento, stampe antiche e, dietro colui che sicuramente dirigeva la baracca, un quadro, sicuramente una riproduzione, che a John era molto familiare: si trattava di un dipinto di Tobia Stranover (NdE: Peacock, Peahen and Poultry - in italiano: Pavone, Pavonessa e Pollame) che era appeso da sempre sopra il letto dei suoi genitori. Ora ne capiva il perchè! Un quadro di famiglia, una sorta di stemma!
Il direttore molto cortesemente rispose alle sue domande e gli raccontò come il signor J.D. Jackson, attuale proprietario dell'hotel, lo aveva acquistato dalla vedova Lady Peacock pochi giorni dopo la triste dipartita di Tobia Peacock,
il precedente proprietario. Una condizione contrattuale, prevista dal defunto in caso di cessione dei suoi beni anche da parte dei suoi eredi, era che il suo cognome venisse mantenuto nella nuova denominazione. Ora John, ripensando a tutte le pubblicità viste, capì cosa era successo ai beni del defunto cugino di sua madre. Lady Gwendalyne si era sbarazzata di tutto in pochi giorni. Strano! Anzi, sospetto!

venerdì, gennaio 05, 2007

Carne's people

Carne di Culo
Eroe e protagonista della saga. Combattente e militare, caratterizzato da un forte pragmatismo e da una scarsa tendenza all’interpretazione, si caratterizza per la primarietà dei suoi bisiogni, costantemente disattesi. Al suo esordio, Carne di Culo aveva fame. "Andiamo", disse... (Derek, CDC, cap. 1)

Kate Fuller
Protagonista femminile della vicenda: Personaggio ambiguo e poliedrico, si mostra all’inizio conme la più percorribile via di soddisfazione dei bisogni di Carne ("Sì" disse lei, e aprì la grande credenza, CDC, cap. 1)
nel cap. 18 si scopre che ha girato dei video porno con Pandemonium (v), eppure è vergine. Viene trasformata in una capra dal dio egizio Seth ("Queste puttane americane vengono a profanare i nostri templi" disse Micerinos al dio Seth, che stava in piedi dietro di lui.
"Per esempio, come si chiama quella puttanella?"
"Si chiama Kate Fuller" rispose la voce sinistra del dio. Sinistra, almeno per chi guardava dalla stessa parte di Micerinos.
"Seth, tu che sei una bella testa di sciacallo, potresti trasformare anche lei in una sciacalla?"
"Ne farò una capra" disse Seth., CDC, Flac, cap. 18)
nel cap 524 è “una capra in tutto e per tutto” (Myrddin) ma nel cap. 526 genera se stessa, vergine.
Nel cap 563/reset 4, Carne ha la possibilità di trombarla, ma se ne infischia.
Si ripresenta in CTDC come fidanzata di Jason Spengler (v)

Generale Smerdley
Militare della Confederazione, che promuove Carne al grado di Maggiore dopo le imprese compiute sul pianeta Shit. ("Maggiore Di Culo...dal rapporto della Confederazione debbo arguire che voi avete agito in ispregio di ogni regola e contro tutte le convenzioni... Derek, CDC, cap.8)

Seth
Figlio di Ra, lontano parente di Osiride. Divinità egizia reincarnata ai tempi della vicenda principale, come nemico di Carne

Richard Gecko
Fratello di Seth, muore nel cap. numero imprecisato minore di 10

Santanico Pandemonium.
Nemico giurato di Carne. Uomo, o semidio con poteri occulti. Horus, figlio di Iside e Osiride, evirò Seth ed ebbe Santanico come discendente. (Myrddin, cap.minore di 10 più 1)

Venkman
uno dei nemici-amici di Carne.
Venkman uccide Spengler (v) nel cap. 534 ( "Dovevi proprio ammazzarlo?" chiese Stantz
"L'affare è grosso - rispose Venkman ancora eccitato sperando che Stantz non pensasse solo all'evidente doppio senso - e il 20 è divisibile solo per due, per quattro, per cinque, per dieci, per venti ma non per tre. Myr, CDC, 536)

Stantz
altro amico-nemico di Carne. Sicuramente il meno perspicace (Stantz era rincoglionito ma non al punto di non capire di cosa Jason stava parlando.
"Mi ha detto che la metà era di più di un terzo. Io ho fatto due conti e ho capito che aveva ragione." Myr, CTDC, 32)

Spengler
Altro amico-nemico di Carne, è convinto di aver ucciso Carne nel cap 525, invece spara al suo ologramma Quell'imbecille di Spengler stava diventando un problema soprattutto da quando continuava a far fuori gente al grido di "Carne, bastardo, è giunta la tua ora!" (cap.529)
Spengler muore, ucciso da Venkman. Nel cap 572 se ne da l’annuncio ufficiale

Maestra Mizzi
Insegnante di Carne da piccolo

Commendator Breviglieri
Testimone della Nascita di Carne, vi assiste per telefono ("Marisa! Pronto?...Sì?... Stai bene?",Viareggio 1960 CDC, cap Level 0). Viene fatto oggetto di un prelievo di liquido seminale da parte di Kate Fuller (cap Entracte)

La signora Improta
Figura marginale, che però propone di chiamare il bamvino Carne di Culo

Colui il cui nome non può essere pronunciato
Viene il dubbio che possa essere sovrapposto al Fondatore (v).
Si rivela sempre preoccupato per Carne (“Non sei messo troppo male Carne… I miei collaboratori hanno esagerato.”, CDC, cap 14).

Dottor Mouse-Grande Merda
Padre di Carne. Si presenta sotto mentite spoglie( “Ho avuto una giornata veramente terribile.” cap. 17, Merdoso Beach)
Come Grande Merda veglia su Carne "Ragazzi... vi avevo detto: Salvare Carne e il suo denaro. Vi avevo detto: Trovare la vergine. Fottere il maiale. (cap 19) ma la sua schizofrenia e i frequenyti dialoghi con se stesso ne tradiscono scopi poco solari ("La storia ci sfugge di mano, stiamo perdendo il controllo di Carne" disse preoccupato Grande.
"Era ora." rispose Mouse aggiungendo "Adesso cominciamo a divertirci!", Flac, CDC, cap 565)
Viene ucciso da Carne nel cap. 576 conme Grande Merda: A indicare il cadavere a Carne, che sopravviene dopo, sul luogo del delitto, solo dopo averlo assassinato, è dottor Mouse:
""Tuo padre, testa di cazzo! Sono tuo padre." (cap. 544)
I suo ruolo decisionale sui destini di Carne è evidente: ("Questa storia del bario sta cominciando a rompermi i coglioni" disse Colui-che-non-può-essere-nominato.
"Hai perfettamente ragione, Colui" rispose Grande Merda.
"Bisogna che mandiamo Pandemonium a cambiare un po' le regole del gioco"
"Facciamo schiattare qualcuno, dai" disse eccitato Grande Merda fregandosi le mani.
"Vedo che fai onore al tuo nome di battaglia, Professor Mouse"
"che vuoi farci, c'è chi non può essere nominato e chi è nominato in più modi" rispose Grande Merda-Mouse
"Allora, mandiamo Pandemonium?" (cap 538-539)

Marisa Di Culo, detta Isa
Madre di Carne, inizia a fare la vita in Versilia per poi trasferirsi a Parigi, dove si dedica al porno.Vive in un seminterrato al secondo piano nobile ammezzato di Rue Laforet, a Montparnassedal 1979. (CDC, cap. 548)

Flack
amico di carne, che compare solo il giorno del suo compleanno (15 dicembre) nel cap 550

Crozzo
cane di carne, cap 552 e seguenti

Carnet de Culo
Fratello o alterego di Carne, vive a Londra, dove conduce una vita agiata e senza rischi. Viene spesso scambiato per il fratello ("Monsieur Carnet De Cul?" La voce era flautata, con l'accento strascicato di Rouen. "Est ce que vous cherchez moi, monsieur? Mais peut etre que vous etes en faute. Mon nom est Carne Di Culo, pour vous servir".
"Oh, non, monsieur! Vous v'appellez Carnet, j'en suis sur. J'ai vu votre photo sur la première page du Canard Enchainé....
"Allez affancul, alors! Piès de mèrd. Allez à rompre les coglions à quelcun autre. Je m'appelle CAR-NE-DI-CU-LO, compris?, Derek, CDC 556"

Voce Flautata
ompare come emissario del Governo nel cap.556, muore nel cap 558, sbranato da Crozzo

Fratello di Voce Flautata
compare in sostituzione del fratello nel cap. 559

Derek, o Il Fondatore
Il creatore di Carne. Figura ambigua e latitante, nel cap “Dal Fondatore a Carne di Culo” rilascia un’epigrafe cifrata, che cviene decodificata da Carne nel cap,569

Lady Cophetua Hinshelwood
Attempata nobildonna londinese

Lady Gwendaline
amica di infanzia di Carne, ritrovata a Parigi in età adulta, sarebbe la sposa ideale per Carne secondo Lady Cophetua Hinshelwood. Carne è restio per le molte vedovanze di lei (in prime nozze ha sposato il figlio del reverendo Higgins che morì improvvisamente; Tobia Peacock, un giovane e facoltoso uomo d'affari di Leeds muore inaspettatamente un mese dopo le nozze. Gwendaline si trasfersce a Londra dove incontra nuovamente Lady Hinshelwoodche le presenta il giovane conte di Culloden upon Bigelow. Si sposano, ma Culloden morì improvvisamente pochi mesi dopo che si erano stabiliti nelle nuova magione di Chelsea. Derek, CTDC, 1)

Winny
autista di Carnet

Punjab
Assistente della culomante Madame Shalikan

Madame Shalikan
Culomante e indovina, vive estorcendo denaro alla Londra bene. Viene uccisa da Carne in CTDC cap. 23

John Caruso
Nato da una relazione tra il bellissimo Carmine Caruso e la benestante Ellen Peacock. John rivendica i suoi diritti e i suoi beni, ceduti dal padre al fratello minore Alphonzo (Myr, CTDC, cap. 6) L’hotel in cui John scende a Leeds CTDC, Cap 7, si chiama Peacock & Turner Hotel :J.D. Jackson, attuale proprietario dell'hotel, lo aveva acquistato dalla vedova Lady Peacock pochi giorni dopo la triste dipartita di Tobia Peacock, il precedente proprietario.

Timothy Graham Fuller
nonno di Kate. In CTDC rivela alla nipote il segreto della salsa Pea & Lerrins

Jason Spengler
Il giovane Jason, fondatore della Venkman, Stantz & Spengler, era fidanzato con Kate ormai da due anni, figlio di Spengler uno dei tre amici-nemici di Carne

Lady Alethea Larrins Hinshelwood
sorella di Lady Cophetua (CTDC, cap. 16,)

Professor Jirolam Salajdarian
il migliore psicoanalista di Londra, convinto assertore della schizofrenia di Carnet e della sua doppia personalità

Mr, Stanz e Mr Venkman
soci di Jason Spengler, figli o cloni di quei Stanz e Venkman che insieme a Spengler furono gli amici-nemici di Carne durante la sua epopea. Venkman, a prolungare una tradizione di famiglia, viene ucciso da Carne in CTDC cap. 32

giovedì, dicembre 28, 2006

CARNET DE CULO Chapter 8 - The pursuit goes on

Il sospetto si era fatto strada rapidamente. Perchè la vedova dell'uomo più ricco della contea si era sbarazzata in pochi giorni di tutti i suoi beni?
John aveva bisogno di sapere ma anche, dopo il lungo viaggio, di radersi. Il barbiere dell'hotel, non appena ebbe sentito il nome di Gwendalyne Peacock, non si fece pregare e cominciò subito a spifferare un mucchio di storie curiose. La vedova non era una ragazza inesperta, come d'altra parte il suo grosso culo e le insistenti voci sulla scarsa moralità della madre lasciavano intendere.
"Cu’ è figghiu ’i jatta, surci ha’ pigghiari" pensò John, ripetendo un proverbio che lo zio Salvatore ripeteva spesso. Il barbiere, mentre lo stava insaponando, continuava il suo racconto felice di avere un ascoltatore attento.
Prima di sposare Tobia Peacock era stata la moglie e successivamente la vedova del figlio del Reverendo Higgins, uomo di poche parole ma di discreti mezzi finanziari. La sua famiglia era originaria di un sobborgo di Londra, da cui arrivavano delle buone rendite grazie alla locazione di un immobile d'epoca. Dopo la prematura scomparsa del giovane Higgins la grossa vedova non perse tempo e sposò in tempi vergognosamente rapidi il saggio (e ricco) Tobia Peacock che, come il suo predecessore, non durò a lungo. In tempi vergognosamente rapidi la giovane bivedova trasformò i beni del marito in denaro liquido e partì per Londra dove voci riferiscono che acquistò una piccola villa nei pressi della Tate Gallery...
Mentre il barbiere continuava a parlare John stava già pagando il conto dell'albergo. Quello che aveva sentito era più che sufficiente per farlo salire sulla Ka e partire per Londra. Avrebbe risparmiato del tempo se avesse avuto la pazienza di ascoltare quello che il barbiere aveva ancora da dire su Gwendalyne.

Imbocco la M1, passò di fianco all'aeroporto di Luton e dopo un cinquantina di chilometri entrò in Londra e si diresse verso Westminster, 3 ore e ventotto minuti dopo essere partito era davanti alla villa di Gwendalyne (l'unica in mezzo a decine di bassi condomini, a pochi metri dall'angolo posteriore sinistro della Tate). Il portiere in divisa da grande ammiraglio fu molto gentile, gli spiegò che la villa era ormai da tempo, da quando Lady Gwendalyne l'aveva venduta prima di sposarsi col giovane conte di Culloden upon Bigelow, un residence di lusso, abitato da parlamentari del nord del paese.
"Il Conte è ancora vivo?" chiese senza pensarci John.
"No" rispose laconicamente l'ammiraglio "il matrimonio gli è stato fatale."
"Non c'è due senza tre" pensò John, ricordando le bestemmie di suo padre quando riparando una macchina era convinto di avere risolto i primi due problemi e poi, ricordandosi di essere in Inghilterra aggiunse ad alta voce: "It never rains but it pours".
"Vivevano a Chelsea, in Dovehouse Street vicino alla Chiesa di San Luca, nella bella casa londinese del Conte, dove la vedova risiede ancora".
"La trivedova è mia!" pensò John "Questa volta non mi scappa." ma non sapeva ancora che a Londra c'era Lady Hinshelwood. E non sapeva ancora che Lady Hinshelwood aveva un progetto: favorire un'unione tra l'erede Gwendaline e Carnet, (Carnet dipendeva da lei) per rientrare in possesso di una grossa somma di denaro, oltre a terreni, fabbricati e certificati azionari, e forse anche della formula della Salsa.
Ma John avrebbe saputo tutto questo presto.

Nella sontuosa casa di Chelsea non c'era nessuno salvo la cuoca (originaria dell'isola di Islay gli dissero al Builder Arms, il pub di Britten Street situato proprio dietro la villa).
Fu sufficiente una bottiglia di Caol Ila per fare venire le lacrime agli occhi della cuoca e per farle spifferare tutto quello che sapeva, compresa la storia di Carnet, assistito e ricattato dalla vecchia astuta Lady Hinshelwood. Carnet Abitava in Bedford Square, di fianco al British Museum, e si muoveva abitualmente con una Bentley guidata dal suo autista.
Ci volle una mezz'ora per raggiungere la sua destinazione. Ormai era tardi, anche le luci natalizie dei negozi di elettronica di Tottenham Court Road erano ormai spente. Alcuni sensi vietati gli fecero perdere un po' di tempo ma poi, passando da Great Russel Street arrivò sotto casa di Carnet. La riconobbe perchè la Bentley era lì, con il motore acceso, autista al volante pronto per assecondare le richieste del suo padrone.
John proseguì per alcune decine di metri, fece inversione di marcia, si fermò e spense i fari. L'attesa durò poco.

martedì, dicembre 26, 2006

CARNET DE CULO Chapter 6 - John, who's this man?

John Caruso, breve storia di famiglia. John era nato da una relazione tra il bellissimo Carmine Caruso e la benestante Ellen Peacock. George Peacock si incazzò moltissimo quando seppe che la sua amata figliola Ellen, madre di tre figli, dopo 11 anni di tranquillo tran tran aveva lasciato casa e famiglia per mollarla all'autista. Si incazzò molto di più quando gli giunse la notizia che l'adorata figlia stava per sfornare un piccolo italiano. Si incazzò a tal punto che ebbe un colpo e ne morì non prima di avere chiamato avvocati e notai e di avere spiegato loro che, anche violando la legge, tutto il suo patrimonio avrebbe dovuto essere trasferito al fratello minore Alphonzo. Al, microbiologo da anni emigrato in Inghilterra, era titolare di cattedra nella famosa Leeds School of Medicine, sposo fedele di una simpatica donna grassoccia e padre felice di Tobia, un ragazzo assennato.
John, dal canto suo, era cresciuto senza sapere nulla di tutto ciò finchè il giorno del suo trentesimo compleanno Carmine, dopo abbondanti libagioni, alzò il calice.
"Finalmente è morto!" disse, con aria soddisfatta.
"Morto? Chi?" chiese John con meraviglia, considerando il fatto che si stava festeggiando il suo compleanno.
"Quel bastardo di tuo nonno! E' morto ieri, a novantanni suonati."
Ellen guardava Carmine con rassegnazione. Si erano promessi solennemente di non rivelare mai la verità a John ma forse era meglio così, John poteva continuare a lavare le macchine nel garage del padre ma doveva sapere da dove veniva perchè sapesse, prima o poi, dove andare. John si fece raccontare tutto, seppe che suo nonno non era morto in un incidente d'auto prima che lui nascesse e che aveva trasferito tutti i suoi beni, con la complicità dei suoi avvocati, al fratello scienziato. Ora che sapeva da dove veniva sapeva anche dove andare. A Leeds.

domenica, dicembre 24, 2006

CARNET DE CULO Chapter 2 - The Reasons of the Ass

My Ass
By Gwendoline Hichens

I have a large ass that goes in and out with me,
And what can be the use of him is more than I can see.
He is very, very like me from the thighs up to the waist;
And I see him jump behind me, when I jump into my bed.

The funniest thing about him is the way he likes to grow:
Not at all like heavy pumpkin, which is always very slow;
For he sometimes shoots up fatter like an india-rubber ball,
And he sometimes goes so swollen that there's only of him at all.

He hasn't got a notion of how people ought to play,
And can only make a fool of me in every sort of way.
He stays so close behind me, he's a coward you can see;
I'd think shame to stick to nursie as that arse sticks to me!

One morning, very early, before the sun was up,
I rose and found the shining dew on every buttercup;
But my lazy fattie ass, like an arrant sleepy-head,
Had stayed at home behind me and was fast asleep in bed.


Questo poemetto, scritto in giovanissima età da Gwendoline Hichens, fu da lei conservato per alcuni anni in una cassettina di legno profumato nella sua camera. Allorquando, alle soglie della pubertà, ella iniziò a sentire i primi rivolgimenti ormonali, ne fece dono in copia a Carnet De Culo, in occasione di un suo soggiorno estivo a Glamorgan. Carnet ne fu profondamente scosso, tanto da volersi disfare del manoscritto. La frequentazione dei due, fino ad allora improntata a infantile cameratismo, subì una brusca interruzione, tanto che Carnet pretese di ritornare a Londra con la scusa di dover sostenere gli esami di riparazione per quanto quell'anno fosse stato promosso. L'originale, conservato da Gwendoline, la seguì dapprima in casa Higgins e poi a Leeds quando divenne la signora Peacock. Nel trasloco a Londra, dopo la morte di Tobia Peacock, l'originale del poemetto andò smarrito. Ma in seguito, all'insediamento di Gwendoline nella magione di Chelsea, la cassettina di legno profumato fu ritrovata in un baule che conteneva vecchi cappelli e indumenti intimi femminili, oltre a un misterioso oggetto oblungo dalle fattezze di un cannocchiale, ma con una estremità perfettamente arrotondata... Piegato in 16 Lady Gwendoline volle che il foglietto fosse inserito nella controcassa di un orologio a meccanismo erotico da panciotto, una "montre libertine à automates lubriques", fabbricato da Jason Rigby di Londra, di cui ella era intenzionata a fare dono a Carnet De Culo dal momento che si erano nuovamente incontrati. Un dono che non sapeva se sarebbe stato gradito, anzi...

martedì, gennaio 02, 2007

CARNET DE CULO Chapter 20 - Carne returns!

Carne raggiunse la Ka con passi leggeri. John si accorse di lui solo quando vide la portiera aprirsi e una mano minacciosa entrare nell'auto .
"Attento al portatile, sta per cadere." riuscì a dire prima che Carne lo estraesse per il collo dalla vettura.
Il portatile, anzichè cadere, scivolò sul tappetino destro, senza alcun danno.
"Ma tu non eri dentro la villa?" riuscì a dire con voce letteralmente soffocata John.
Carne lo osservava con attenzione, confrontandolo con i ricordi che via via scorrevano.
"Non ti conosco. Rispondi subito a tre domande e vincerai un premio. Chi sei? Cosa fai qui? Chi ti ha mandato?"
"Sono John Caruso o, meglio, John Peacock Caruso. Sto cercando di recuperare i miei soldi. Nessuno mi ha mandato."
Sembrava sincero. Carne gli assegnò il premio promesso, la vita. Allentò la stretta sul collo anche perchè non aveva alcuna intenzione di ricominciare a far fuori della gente senza motivo e parlò:
"No, sono qui, non sono mai entrato in quella villa. Nessun personaggio assai inconsueto di razza indiana, con un grosso turbante turchino ed una lunga veste bianca con colletto alla coreana, mi ha aperto il cancello."
"Ti ho visto. Ti ho seguito sin qui da Bedford Square. Sei sceso dalla macchina e sei entrato nella villa."
"Ti ho detto di no." Carne non voleva ancora svelare le sue carte, voleva sapere prima in quale tipo di casino si fossi infilato suo fratello.
John si rassegnò. Forse non conveniva fare irritare quell'energumeno.
"Per il momento ti ho graziato. Adesso dimmi qualcosa di più, cioè tutto."
John non ebbe dubbi. Sapeva che doveva accontentarlo. Cominciò a raccontare tutto, saltando gli episodi dell'infanzia e cominciando dal giorno del suo trentesimo compleanno quando aveva saputo la verità sulle sue origini.
Carne lo ascoltò con attenzione. Troppe erano le coincidenze, dalla trivedovanza della chiappona alla ricerca collettiva dell'ingrediente misterioso dell salsa. Prima di fare il primo passo c'era bisogno di organizzare le risorse. Fece un cenno a Kate e Jason che si avvicinarono alla Ka.
"E' uno dei nostri" disse Carne senza accorgersi del sospiro di sollievo di John, un suono molto simile ad una flebile scoreggia che ricordò a Kate gli ultimi attimi di vita del nonno. Due grosse lacrime fecero capolino tra le sue palpedre ma lei fu lesta a ricacciarle indietro.Non era lì per piangere ma per trovare chi l'avrebbe aiutata a localizzare almeno un esemplare di Shit Tree, una pianta che quando ...la spezzi, dai rami esce un liquame scuro e puzzolente, l'ingrediente segreto della Salsa, quello che la rendeva inimitabile, e che garantiva quel caratteristico bruciore al culo che era diventato uno status symbol.
"Andiamo!" disse Carne.
E andarono.
Cinque erano le cicatrici che portava su di se', e cinque i lunghi consunti vessilli delle sue dure prove, ma il lungo riposo nella bella casa di Bedford Square gli aveva ridato le forze.
Al buio Carne ricordò di essere già stato nei paraggi. Dove sorgeva il vecchio manicomio di Peckam House, ormai chiuso dal 1955, c'era infatti lo studio del vecchio psicoanalista che lui e suo fratello si divertivano a prendere per il culo, spacciandosi ogni volta l'uno per l'altro, creando nel vecchio dottore la certezza di trovarsi davanti ad un caso lampante di schizofrenia.

"Andiamo!" disse Carne rimpiangendo di non avere un intrusore anale e uno shitgun.

domenica, dicembre 24, 2006

CARNET DE CULO Chapter 1 - The Smart Set

Alle undici di mattina Carnet de Culo se ne stava nella vasca da bagno, mollemente abbandonato nell'acqua leggermente profumata di patchouli. Titillava pigramente le corde del piccolo ukulele, ricordo del suo ultimo viaggio nelle isole del Pacifico, traendone i caratteristici suoni limpidi e lamentosi, secondo una semplice melodia insegnatagli dalla sua vahine nelle chiare notti del tropico. Di quando in quando una breve scoreggia saliva a galla creando graziose bollicine.
"Amor... Amor... ti stringo al cuor... ti parlo ancooor... d'amor... "
Che noia. A mezzogiorno lo attendeva il consueto appuntamento del giovedì con la giovane Lady Gwendaline, e insieme si sarebbero recati a colazione da Lady Cophetua Hinshelwood.
La piccola Gwendaline! Si conoscevano fin da bambini, fin da quando era solito passare le vacanze estive nella casa di campagna di zia Ethelred, nella tenuta del Carnarvonshire. Lo zio Wulfstan, conte di Glamorgan, veniva a prenderlo alla stazione di Huddersfield con la Bentley guidata dal vecchio Winnie, autista e giardiniere nonché stalliere di famiglia. Li accompagnava Gwen, figlia della cuoca Jemima e del maggiordomo, il signor Hichens.
Già allora Gwendaline aveva un culo spropositato e lui la chiamava Chiappona. Lei sembrava offendersi, ma in realtà, non si sa come, era fiera di portarsi attorno quelle immense natiche tremolanti, e celiava.
Ma ora? Ne era passata di acqua sotto i ponti! Gwendaline era riuscita a sposare in prime nozze il figlio del reverendo Higgins. Quando il poveretto morì improvvisamente non passò molto tempo che si fidanzasse con Tobia Peacock, un giovane e facoltoso uomo d'affari di Leeds. Alla sua morte, sopravvenuta inaspettatamente un mese dopo le nozze, Gwendaline si trasferì a Londra, prendendo alloggio in una graziosa palazzina di Pimlico. Ella era ormai dotata di cospicui mezzi di fortuna, e conduceva una vita agiata. Fu poco dopo il suo arrivo nella capitale che si incontrarono nuovamente: Lady Hinshelwood, che amava contornarsi di giovani rampolli, era solita invitare ai suoi ambìti ricevimenti le giovani più in vista del momento, e a Gwendaline in virtù delle proporzioni del suo olimpico culo era stato facile accedere al salotto della signora. Ebbe così modo di conoscere il giovane conte di Culloden upon Bigelow, che sposò dopo un brevissimo fidanzamento. Purtroppo il matrimonio ebbe vita breve: Culloden morì improvvisamente pochi mesi dopo che si erano stabiliti nelle nuova magione di Chelsea. Carnet de Culo si trovava ora in un certo imbarazzo. Lady Cophetua non gli aveva nascosto che avrebbe molto gradito che frequentasse più assiduamente Gwendaline, e lui non poteva rifiutarsi visto l'aiuto che aveva ricevuto dalla signora la volta che aveva perso 3500 sterline al giuoco del backgammon, l'altra volta che un uomo era morto mentre lui stava guidando da ubriaco la sua automobile sportiva in Hyde Park e quando una donna era scomparsa dopo una di quelle festicciole. Di certo Lady Hinshelwood aveva validi motivi per favorire questa frequentazione: il suo defunto marito era stato socio del padre del giovane Culloden nella fabbrica della Salsa Pea & Lerrins, "La Salsa Che Fa Bruciare Il Culo" dalla formula segreta. Ma il vecchio conte, ucciso da una pallina vagante durante una partita di golf, aveva lasciato aperte molte grosse posizioni debitorie con la società di cui lei era ora titolare e che il figlio non aveva voluto onorare.
Favorendo un'unione tra l'erede Gwendaline e Carnet, che dipendeva da lei, avrebbe potuto rientrare in possesso di una grossa somma di denaro, oltre a terreni, fabbricati e certificati azionari, e forse anche della formula della Salsa.
Mentre si avvolgeva nell'accappatoio tiepido, Carnet si accorse di avere paura.